Fascisti e polizia contro gli studenti dell’Einstein
di redazione
Con l’inizio dell’anno scolastico sono riprese, davanti alle scuole e al loro interno, le provocazioni fasciste,
soprattutto da parte di attivisti di Gioventù nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia venuta alla
ribalta, da ultimo, per la celebrazione della Marcia su Roma realizzata a Parma con inni fascisti e gesti antisemiti.
L’ultima provocazione, in ordine di tempo, è avvenuta il 27 ottobre davanti al liceo Einstein, una scuola
particolarmente attiva nelle recenti manifestazioni pro Pal. Quella mattina, poco prima dell’orario di ingresso delle
8.00, un gruppo di giovani e meno giovani del gruppo neofascista, ha cominciato la distribuzione di volantini
contenenti pesanti giudizi, più o meno espliciti, contro i migranti, “colpevoli” di attentare all’identità della nazione.
Pronta e inevitabile la reazione degli studenti e delle studentesse più attivi con scontri, peraltro di modesta entità. A
far precipitare la situazione è stato l’intervento della polizia, giunta sul posto a tempo ai fascisti, che, invece
di impedire la provocazione, ha preso di mira gli studenti.
Ecco la ricostruzione e la valutazione dell’episodio fatta dal Coordinamento antifascista torinese.
“Per la seconda volta in dieci giorni la provocazione fascista si è affacciata all’ingresso di una scuola
torinese. Attivisti di Gioventù Nazionale (l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia), del tutto estranei alla
scuola, hanno tentato di diffondere agli allievi del liceo Einstein volantini contro “la cultura maranza” contenenti
messaggi di odio contro minoranze indicate come incompatibili con i valori nazionali. Impediti dagli studenti i
fascisti hanno reagito con violenza, spalleggiati da forze di polizia in tenuta antisommossa che hanno
“fermato” uno studente quindicenne, ammanettandolo e portandolo in questura dove è stato trattenuto per ore.
L’episodio è particolarmente grave per una pluralità di ragioni.
I messaggi d’odio sono in stridente contrasto con la Carta costituzionale. La loro diffusione non è un esercizio di
libertà ma un illecito e, potenzialmente, un reato. Il fatto che sia avvenuta di fronte a una scuola in un periodo
di grande mobilitazione per la pace e la democrazia è un’evidente provocazione che avrebbe dovuto essere
impedita. Al contrario, ad essere protetti sono stati i provocatori mentre gli studenti sono stati tenuti a distanza,
anche con la violenza. Non solo ma la polizia è intervenuta in assetto antisommossa e nella immediatezza dei
fatti, tanto da far pensare – cosa particolarmente inquietante – a un’azione preventivata. Come se non
bastasse, uno studente, appena quindicenne, è stato ammanettato e trascinato via, all’evidente finalità di
“intimidire” tutti gli altri, in modo palesemente illegittimo, non essendo arrestato ed essendo, per di più, minorenne.
La provocazione fascista, l’intervento improprio della polizia, lo sfregio per la scuola e la sua valenza
educativa sono un oltraggio per Torino che non può passare sotto silenzio e che richiede la vigilanza e la
mobilitazione dell’intera città”.








