Un bilancio preventivo con punti oscuri e nessuna idea nuova di Ettore Choc
È in corso di approvazione il bilancio preventivo 2026 del Comune di Torino. Dai documenti pubblici scaturiscono delle riflessioni e delle domande.
- La tabella che segue illustra gli stanziamenti aggiuntivi al fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) previsti dai singoli bilanci preventivi degli anni 2022-2024, tratti dalle relative note integrative e di sotto gli stanziamenti effettivi dei bilanci consuntivi degli stessi anni:
| INCREMENTO FCDE | 2022 | 2023 | 2024 | 2025 | 2026 |
| PREVENTIVO | 117,7 | 98,0 | 97,5 | 100,7 | 103,7 |
| CONSUNTIVO | 0,0 | 0,0 | 28,6 | ||
| differenza | -117,7 | -98,0 | -68,9 |
Negli anni 2022 e 2023, lo stanziamento aggiuntivo reale è stato zero, nel 2024 è stato inferiore al 30% della previsione. Come mai mentre in altre voci, come il risultato di amministrazione presunto, la differenza tra le previsioni e il consuntivo è generalmente piccola e contenuta, sugli incrementi del FCDE l’errore è molto alto? Peraltro, l’FCDE che serve per coprire con nuovi fondi i crediti persi e cancellati, è ai minimi storici e quindi richiederebbe una robusta integrazione. Come mentre i residui attivi sono cresciuti di 70 milioni a fine 2024 l’FCDE è stato integrato per soli 28 milioni circa. La percentuale di copertura dei residui attivi è scesa al 46%, uno dei valori più bassi dalla sua costituzione nel 2015. Non sarà che si lasciano crescere i residui attivi, si effettuano poche cancellazioni di crediti inesigibili per non dovere integrare l’FCDE e far quadrare i conti del bilancio?
- Nei mesi scorsi il Consiglio Comunale ha deliberato in seduta segreta l’approvazione di una proposta di transazione relativa a uno dei derivati ancora attivi e produttivi di ingenti perdite, che sono arrivate a un totale di 189 milioni a fine 2024.
La motivazione della delibera segreta, che non conteneva neanche il nome della controparte bancaria/finanziaria, è stata il rischio di danneggiare le cause in corso con Dexia/JPMorgan/San Paolo. A tale scopo sarebbe interessante sapere come la segretezza della seduta riguardante una transazione su di un contratto si concilia con il regolamento del Consiglio Comunale n. 286, che all’art. 97 recita: ”L’adunanza del Consiglio Comunale si tiene in forma segreta quando vengono trattati argomenti che comportino apprezzamenti sulle qualità personali, sulle condizioni economiche, sulla vita privata, sulla correttezza di una persona, salvo i casi in cui la discussione riguardi lo specifico operato politico-amministrativo di un componente il Consiglio o di un assessore”. Non occorre essere raffinati giuristi per osservare che la discussione di un accordo di transazione non rientra nel preciso dettato dell’art. 97. E desta preoccupazione pensare che nessun consigliere di opposizione né nessun funzionario abbiano eccepito su di una così palese violazione delle regole comunali. E tuttavia la segretezza si è rivelata inutile: la semplice comparazione tra la pagina 39 della Nota Integrativa del preventivo 2026 con l’analoga pagina del preventivo 2025 mostra che sono rimasti attivi solo quattro derivati. Poiché il derivato n. 11, non più presente nel 2026 e intestato a JP Morgan, scade il 31 dicembre 2025, e meno male (perché solo nel 2024 ha comportato 4 milioni e 884 mila euro di perdite), mancando anche il derivato n. 4 che però risultava in scadenza il 31 dicembre 2026, ne consegue che la transazione ha riguardato il derivato n. 4 e la controparte è Intesa San Paolo.
Si mormora che sulla delibera comunale non sia stata indicata la cifra che il Comune paga per la transazione. In ogni caso, se l’accordo è stato conveniente, il risultato, reso pubblico, lungi dal danneggiare le cause residue con Dexia e JP Morgan, avrebbe costituito un ottimo precedente da pubblicizzare. Resta il dubbio che l’accordo sia stato negativo per le casse comunali e allora si spiega la segretezza, ma ci auguriamo che prima o poi i dati verranno desecretati e allora si potrà restituire ai consiglieri e ai cittadini il diritto di valutare i risultati delle scelte “segrete” della Giunta Comunale.
- Su La Stampa di venerdì 31 ottobre è apparso un articolo/intervista all’assessora al Bilancio dal titolo “Dai rifiuti all’Imu, la stretta sugli evasori. Città e Compagnia a caccia di 16 milioni”. Il Comune, con un finanziamento di 2,5 milioni della Fondazione San Paolo, intende recuperare, entro il 2028, 16 milioni di imposte/canoni evasi utilizzando più risorse umane, una nuova organizzazione degli uffici, nuovi software, incrocio di banche dati e addirittura l’intelligenza artificiale. Già l’amministrazione Appendino aveva predisposto un piano di potenziamento della riscossione coattiva che però diede risultati molto modesti. Ma com’è la situazione della riscossione comunale, vero tallone d’Achille del bilancio?
| RISCOSSIONE | |||
| ACCERTAMENTI | SPONTANEA | % | |
| 2016 | 470.839.000 | 280.146.000 | 59% |
| 2017 | 453.536.000 | 279.800.000 | 62% |
| 2018 | 475.958.000 | 293.228.000 | 62% |
| 2019 | 465.236.000 | 302.736.000 | 65% |
| 2022 | 433.357.000 | 298.097.000 | 69% |
| 2023 | 454.656.000 | 308.852.000 | 68% |
| 2024 | 475.017.000 | 316.060.000 | 67% |
Se osserviamo la tabella precedente, costruita elaborando i dati contenuti nei consuntivi comunali delle principali entrate per tributi/canoni/rette/multe, vediamo che, dopo un picco di incassi spontanei nel 2022, nei due anni più recenti per i quali disponiamo di dati definitivi la riscossione spontanea è in leggero calo percentuale. Non abbiamo inserito i dati del 2020 e 2021 sia per le anomalie dovute al Covid sia perché non disponevamo dei consuntivi relativi. Va meglio, sugli stessi elementi di entrata, il recupero effettuato con la riscossione sui residui.
| RESIDUI INIZIALI | INCASSO | % | |
| 2018 | 813.871.000 | 62.131.000 | 8% |
| 2019 | 959.864.000 | 72.871.000 | 8% |
| 2022 | 783.267.000 | 78.588.000 | 10% |
| 2023 | 755.206.000 | 81.070.000 | 11% |
| 2024 | 609.978.000 | 92.268.000 | 15% |
I dati mostrano un significativo incremento della riscossione dei crediti con un incasso balzato al 15% dei residui relativi nel 2024. Nel contempo però, come dimostra la tabella che segue, sono avvenute robuste cancellazioni di crediti per residui, col risultato che, mentre l’incasso dei crediti ha raggiunto i 387 milioni, la cancellazione in contemporanea ha superato i 500 milioni. In particolare, a fronte di crediti per residui degli anni 2018-2024 di 3.922.186.000 euro, sono stati incassati 386.928.000 euro (10%) cancellati crediti per 500.619.000 (13%).
| RESIDUI INIZIALI | INCASSO | % | RADIAZ. | |
| 2018 | 813.871.000 | 62.131.000 | 8% | -6.994.000 |
| 2019 | 959.864.000 | 72.871.000 | 8% | -130.327.000 |
| 2022 | 783.267.000 | 78.588.000 | 10% | -84.439.000 |
| 2023 | 755.206.000 | 81.070.000 | 11% | -239.222.000 |
| 2024 | 609.978.000 | 92.268.000 | 15% | -39.637.000 |
In valore assoluto l’incasso sui residui è aumentato da 62 milioni del 2018 a 92 del 2024, più 30 milioni all’anno, un ottimo risultato e ben superiore ai 16 milioni preventivati per il futuro dalla task force banca/Comune. Ci si chiede se l’assessora sia a conoscenza di questi dati positivi. Più difficile è calcolare l’incremento di riscossione sulla competenza annuale, poiché varia l’accertamento iniziale negli anni, considerati tra 433 milioni del 2022 e 475 del 2024. Tuttavia, con una stima prudenziale, una ventina di milioni in più all’anno sono stati incassati.
Per stanare gli evasori non servono né l’intelligenza artificiale né software elaborati: basterebbe che Soris avviasse la ritenuta del quinto ai lavoratori dipendenti e pensionati che, pur non trovandosi in stato di indigenza, non pagano multe e tassa rifiuti. A quanto risulta, mentre il Comune di Milano invia all’Inps e ai datori di lavoro le carte per la trattenuta del quinto ai morosi, Torino non lo fa o lo fa pochissimo. E questo perché bisogna compilare moduli e scartoffie che né i datori di lavoro né l’Inps hanno alcun vantaggio a predisporre. E se per i mercatali fosse prevista la sospensione della licenza se non pagano la Tari, come è per il mancato pagamento della Cosap, anche da loro si otterrebbe un bel recupero di gettito
- La Giunta comunale in carica è nata e vissuta sotto una buona stella. Nel 2021 il Comune era sull’orlo della dichiarazione di dissesto, senza cassa. E doveva indebitarsi per pagare bollette e fornitori. Il provvidenziale Patto per Torino e altri finanziamenti a fondo perduto hanno portato un miliardo e 260 milioni nei bilanci comunali, di cui 574 milioni già incassati a fine 2025. La parte di somma già erogata ha finanziato l’80% della riduzione dei debiti comunali. Senza tale apporto il Comune sarebbe affogato.
Se i denari statali regalati per evitare il dissesto hanno tenuto a galla la spesa corrente e il rimborso dei debiti, il PNRR ha consentito di realizzare cospicui investimenti altrimenti impossibili. Torino ha ricevuto e sta ricevendo 420 milioni di euro, che corrispondono alla quasi totale spesa per investimenti della città in questi anni.
- 170 milioni, rinnovo parco autobus
- 72 milioni, Valentino nuova biblioteca civica, restauro Teatro Nuovo
- recupero parco Valentino, 13m.; restauro borgo medioevale, 6m; navigazione sul Po, 9m.; sport al parco del Meisino 11,5 m.
- 39 m. manutenzione straordinaria 15 scuole
- 50 m. manutenzione straordinaria edifici comunali, unità abitative, edilizia residenziale pubblica
- 23 m. restauro biblioteche di quartiere
- manutenzione straordinaria mercati 10 m.; manutenzione straordinaria piscine e impianti sportivi, 9 m.; aree verdi 7 m.
Ma la manna è in fase di conclusione. Nei prossimi anni il preventivo prevede 12 milioni per il 2026, 15 per il 2027 e 18 per il 2028, disponibili per gli investimenti: cifre irrisorie per una città come Torino.
Anche la cassa, attiva da ultimo, dopo dieci anni di rosso fisso e alcuni in nero, tornerà a piangere. La spesa corrente comunale è quasi uguale a quella di vent’anni fa. Ma con un’inflazione ufficiale di oltre il 38% nei vent’anni trascorsi il suo valore reale è poco più del 60% di quella 2004. Occorrerebbe stanziare un miliardo e 631milioni per avere lo stesso potere d’acquisto di allora.
Quali sono le idee per evitare di precipitare di nuovo nella crisi? L’impressione è che si viva di rendita e non ci sia nulla di adeguato a futuri anni duri. Saranno problemi della futura sindacatura…








