Lo spazio Neruda: una risorsa per Torino – di redazione
Lo spazio sociale Neruda è una ex scuola, situata in corso Ciriè 7 a Torino, occupata da dieci anni, in cui
vivono circa 100 persone (nuclei familiari, persone singole, italiane e italiani, migranti) in difficoltà a trovare
una soluzione abitativa sostenibile. Da tempo nel mirino della destra, che ne chiede lo sgombero con ragioni
pretestuose, è anche una risorsa per il quartiere con attività sociali, culturali e sportive. Oltre alla sua
evidente utilità sociale, lo spazio Neruda realizza un notevole risparmio per la città in termini economici. È
stato, infatti, calcolato che, se dovesse gravare sul Comune, l’ospitalità delle persone che vi vivono avrebbe
un costo annuo di circa 400.000 euro (che, moltiplicato per i 10 anni trascorsi, raggiunge un importo
considerevole…).
Per questo insieme di ragioni, quattro associazioni cittadine (Safe House, Arteria, Comunet-Officine Corsare
e Volere la Luna) hanno promosso un documento di solidarietà e sostegno allo spazio sociale e di richiesta
alle istituzioni di procedere alla sua stabilizzazione e valorizzazione. Nel giro di pochi giorni il documento è
stato sottoscritto da ben 65 realtà associative (tra cui grandi organizzazioni rappresentative come la Cgil,
l’Arci e l’Acli, associazioni storiche del sociale come il Gruppo Abele e il Coordinamento antifascista) e da
un gran numero di cittadine e cittadini e mercoledì 1 aprile è stato presentato in un’affollata conferenza
stampa di fronte allo stabile di corso Ciriè.
Ecco il: Video della conferenza stampa pubblicato su La Stampa
Di seguito il testo del documento e l’elenco delle sottoscrizioni.
Da 10 anni lo Spazio Neruda è una casa per più di 100 persone e uno spazio sociale aperto
al quartiere Aurora e a tutta Torino.
Torino: una città afflitta dallo scandalo di 65000 case vuote, dove la crisi abitativa è perenne,
gli sfratti sono più di 1000 all’anno, gli affitti crescono, le case disponibili per l’affitto
residenziale sono sempre meno, aumentano il razzismo abitativo, la speculazione e lo
sfruttamento abitativo, di case popolari non se ne costruiscono e quelle che ci sono non
sono manutenute e restano vuote. In questa città, il Neruda è casa di famiglie e singoli,
soprattutto di origine straniera, escluse dal mercato dell’affitto e dall’edilizia pubblica e che
senza questo spazio di vita finirebbero nelle mani dei caporali abitativi o a carico del bilancio
pubblico dell’emergenza abitativa. O, nei peggiori dei casi, per strada. Questa è la realtà che
va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.
Mentre il clima politico generale si fa sempre più irrespirabile e in città gli spazi sociali sono
sotto attacco (è questo il filo che lega vicende anche diverse tra loro, come quelle di
Askatasuna e del Comala), il Neruda rappresenta una boccata d’ossigeno, una casa e una
casamatta. È uno spazio che offre al quartiere e alla città tutta eventi culturali, momenti di
incontro, socialità e controinformazione, una palestra, un doposcuola, un corso di lingua
italiana, uno sportello legale gratuiti, accessibili e senza obblighi di consumare. Questa è la
realtà che va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.
Mentre in città ci sono interi immobili pubblici che versano da anni in condizione di totale
abbandono e degrado, il Neruda ha creato la rigenerazione dal basso di uno spazio
pubblico, messo a disposizione di chi cercava una casa e di chi cerca un luogo dove fare
cultura, sport, socialità senza bisogno di un euro di investimento pubblico. Questa è la realtà
che va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.
Ora, in un momento di attacco generalizzato alle occupazioni abitative e al Neruda in
particolare, serve che il territorio e la città restituiscano al Neruda quanto il Neruda ha finora
fatto per la comunità.
Non accettiamo le narrazioni diffamatorie che da anni, e spesso in modo particolarmente
becero (come quando si strumentalizzano questioni legate alla salute delle persone),
cercano di delegittimare il percorso del Neruda e di creare le condizioni politiche per uno
sgombero.
Al contrario, come organizzazioni politiche e sociali e singolɜ oggi ci attiviamo a difesa di uno
spazio che è una preziosa risorsa collettiva del quartiere Aurora e della città.
Chiediamo alle Istituzioni che l’esperienza abitativa, sociale e politica del Neruda sia
riconosciuta e tutelata come risorsa fondamentale delle persone che ci vivono, di coloro che
lo frequentano, del quartiere Aurora e della città di Torino.
Chiediamo alle Istituzioni di supportare gli sforzi che gli abitanti del Neruda stanno facendo
per rendere la struttura sempre più fruibile in sicurezza. È tempo di immaginare un percorso
di trasparenza e interlocuzione, che stabilizzi un’esperienza decennale di rigenerazione e
solidarietà.
Chiediamo al Sindaco che sia garantita la residenza a tutte le persone che abitano il Neruda.
Avere la residenza nel luogo in cui si vive non è una questione anagrafica, ma è la porta di
accesso all’esercizio di fondamentali diritti sociali e di cittadinanza.
Organizzazioni proponenti
Safe House
Arteria
Comunet Officine Corsare
Volere la luna
Adesioni al 27/03/2026
Organizzazioni
Almaterra
CUB Torino
GRIS Piemonte
Mosaico Azioni per i rifugiati
Arci Torino
Cgil Torino
Centro Frantz Fanon
Educadora
CNCA Piemonte e Liguria
LanguageAid
Renken
International University College
Magazzino sul Po
Centro studi Sereno Regis
Coordinamento Antifascista Torinese
ActionAid Italia
InMenteItaca
Progetto Leonardo
ASGI
Vicolo Grosso
Fondazione Comunità Porta Palazzo
Maurice GLBTQ
SI Cobas
Teatro Carillon
Collettivo Ultramondo
ASD Boulderbar
Friday for future Torino
Gruppo Abele
ACLI Torino
Kontiki
La Poderosa
Eco dalle città
ASD Paco Rigore
Comitato Oltre la Barriera
Comitato Voci Migranti
Cobas Scuola Torino
Pais
CoAbitare
Mostro
Potere al Popolo Torino
Casa del Popolo Estella
Collettivo Solco
Ultima Generazione Torino
BDS Torino
OST Barriera
L’Isola di Arran
Partito della Rifondazione Comunista
Ne Tènèrè
Forum Droghe
Campagna Madri Fuori dal carcere e dallo stigma
Casa delle Donne
Mamme in piazza per la libertà di dissenso
Global Movement to Gaza Italia
Comitato di Barriera
Non Una Di Meno Torino
Singole persone:
Enrico Gargiulo
Michele Lancione
Daniele Gaglianone
Fijodor Benzo
Mattia Paganucci
Elana Ochse
Francesca Torromeo
Mirca Leccese
Marco Costanzo
Elena Garelli
Enrico Lacoce
Gabriele Proglio
Andrea Gallina
Ugo Zamburru
Alessandra Algostino
Francesco Chiodelli
Giovanni Semi
Silvia Idrofano
Pietro Cingolani
Marianna Filandri
Andrea Curtetti
Cecilia Marocco
Gianfranco Ragona
Livio Pepino
Maria Chiara Acciarini
Sandro Busso
Giorgio Brizio
Daniela Alfonzi
Amy Kabat
Enrica Anselmi
Emanuele Stramignoni
Sofia Venturoli
Anna Maria Salvano
Faustina Bevilacqua
Giulia Franchini
Cesare Quinto
Silvia A. Genta
Maria Teresa Ninni
Maria Elena Delia
Alessandra Passera
Marioluca Bariona
Angela Guasco








