Pensieri, parole, opere e omissioni: la sanità territoriale a Torino Piemonte– di Mauro Valle
Seguendo la formula del Confiteor (“Confesso”), preghiera cattolica che riconosce i peccati commessi, analizziamo la situazione della sanità a Torino.
Pensieri e parole: il Cap 4. 1 del Piano Socio Sanitario recentemente approvato in Regione Piemonte (22 dicembre 2025) reca il titolo: potenziamento dell’assistenza territoriale.
Opere: viene chiuso il poliambulatorio di Via del Ridotto 9 e quello di Via le Chiuse 66, così come il consultorio di via Bellono 1, mentre quello di piazza Montale “è presente presso la sede di via Pacchiotti 4” (cioè è chiuso!!).
Omissioni: è il peccato di chi non agisce quando dovrebbe, ad esempio garantendo un servizio sanitario di prossimità capillarmente diffuso nel territorio della Città, facilmente raggiungibile e accessibile per tutti, senza rifugiarsi in parole come “non è vero che chiudiamo i servizi, si tratta solo di una riorganizzazione…”
E’ questa purtroppo la triste conclusione dell’audizione del 16/3/26 in IV Commissione del Consiglio Regionale dei cittadini che hanno raccolto 1790 firme contro la chiusura del poliambulatorio di via Le Chiuse 66 e che proponevano di mantenere in quella sede un presidio sanitario per i quartieri San Donato e Campidoglio con servizi di assistenza primaria, prelievi, ambulatorio infermieristico e pratiche amministrative.
Ci sono soldi per finanziare guerre e grandi opere ma non ci sono risorse per i servizi sanitari di prossimità: il diritto alla salute dei Cittadini non è garantito.








