Ricordo di Robi di Daria, Giorgio, Livio
Caro Robi, caro amico di tutti noi,
queste ultime settimane sono stare difficili, dolorose, per te e per tutti quelli che ti hanno voluto bene. Non è mai mancata vicino a te la tua cara Lella e l’affetto dei tuoi figli, delle tue amiche e tuoi amici. Robi, nella tua vita hai saputo donare un affetto vero, fatto di ascolto, discrezione e lealtà a chi ti è stato vicino.
Ci lasci il valore dell’amicizia sincera. Ci lasci un vuoto profondo, immenso, che solo la tristezza e la malinconia dei ricordi potrà in parte riempire.
Eri proprio una persona particolare. Molto intelligente e capace, delicato e riservato, parlavi poco e la tua ironia traspariva spesso dagli sguardi. Nel comitato dei Liberi Liberi ti eri dedicato senza esitazioni, non servivano perché e percome, c’era un comune sentire e capire, e ogni giorno, finito di lavorare, ci si incontrava e ci si organizzava. Lo stare insieme era ritornato quello di un tempo, si faceva tutto insieme. La nostra (di tanti) amicizia aveva mantenuto quelle caratteristiche anche invecchiando.
Sei stato un vero compagno, generoso, affidabile, serio, un antifascista, un compagno sempre con il cuore dalla parte giusta, dalla parte di chi subisce ingiustizie. Ci hai coinvolto nella ristrutturazione della casetta in via Trivero, e nella costruzione di un legame tra compagne e compagni per condividere sogni e progetti; con il tuo impegno fatto di tanta passione, determinazione e grande abilità. Regalando a tutti noi il tuo gusto per il bello, di ciò che distingue una cosa bella da una non bella.
Si sentirà la tua mancanza nelle conviviali, spassose, tavolate sotto il pergolato, dove parole, sorrisi, pensieri, accompagnavano il mangiare fatto in casa e qualche generosa bottiglia. La tua proverbiale insalata di carne cruda rimarrà, per sempre un ricordo indistruttibile.
Ci mancherai tanto, tanto. Daria e Giorgio
Ciao Robi.
È difficile trovare parole che esprimano quasi trent’anni di amicizia.
Trent’anni di chiacchierate, di speranze, di apprensioni, di delusioni, di cortei, di manifestazioni, di camminate no Tav, fino all’approdo, otto anni fa, a Volere la Luna che insieme abbiamo contribuito a costruire.
I ricordi si sovrappongono, personali e politici: il fiabesco uovo sodo a forma di cilindro su cui mi hai preso in giro per anni, le discussioni con Rinaldo sulle derive del Pci e dei suoi successori, le cene da Paolino con gli immangiabili prodotti portati dai suoi viaggi, il rifiuto del cellulare (quella inutile “scatoletta”, come la chiamavi, che non ti ha mai sedotto), il sole che ti ha bruciato la testa al rifugio Levi Molinari, la corsa al Pronto Soccorso di Susa per accompagnare Gianna caduta dalle scale, il “mischiotto” di Venezia e il vano tentativo di ripeterlo a Torino…
E soprattutto gli anni di Volere la Luna, in cui sei stato un vero compagno: maestro, anche se il termine non ti sarebbe piaciuto, nella grafica delle locandine e dei manifesti; autore, insieme con Lella, dei disegni e dei cartelloni delle mostre più belle (da Mondo Babonzo alla Pimpa); ricercatore meticoloso dei materiali per il libro su 45 anni di primo maggio a Torino (che resterà una tua preziosa eredità). Ma a me piace ricordare la tua solidità rassicurante e la tua capacità di anteporre il collettivo a ogni riconoscimento personale. Non ho dimenticato il tuo farti da parte di fronte alla mia richiesta di entrare nel nostro primo direttivo, un farti da parte accompagnato dall’affermazione che era meglio responsabilizzare altri, mentre tu non ne avevi bisogno. Per questo, tutte e tutti noi di Volere la Luna, ti siamo grati, consapevoli che senza di te la nostra piccola impresa non sarebbe stata la stessa. Per fortuna ci resta Lella che ora farà anche la tua parte.
Non so se, dopo la morte, ci sia qualcosa di misterioso in cui resta ancora un poco di noi. Se è così, tu sarai con Rinaldo e Paolino, a ricordare antichi scherzi, a evocare pranzi epocali ma anche a rivendicare un mondo migliore e più giusto, quel mondo per cui noi continueremo, ostinatamente, a impegnarci, anche per te.
Ciao Robi, da parte di tutta Volere la Luna. La terra ti sarà certamente lieve.
Livio








