RIARMO ACCADEMICO Il politecnico e l’industria militare — redazione
Da oltre un anno come Assemblea Precaria Universitaria stiamo denunciando come le riforme della Ministra Bernini stiano distruggendo l’università, rendendo sempre più precarie le vite di chi lavora al suo interno. L’insufficienza di fondi pubblici comporta un’offerta didattica sempre più scadente e una ricerca sempre più piegata agli interessi privati, in un contesto dove anche le istituzioni europee iniziano a prediligere il finanziamento di progetti dual use. I lavoratori e le lavoratrici delle università sono così sempre più costretti a vendere le proprie conoscenze a ciò che serve all’industria e a un mercato europeo orientato dalle esigenze belliche.
La crisi verso cui il governo sta trascinando l’Università non sembra tangere il Rettore del Politecnico che spera in finanziamenti provenienti dal piano Readiness 2030 (ex ReArm Europe Plan), e continua a stringere accordi con le aziende belliche tra cui Leonardo e Fincantieri, al primo posto nella produzione armiera del paese e coinvolte direttamente nel genocidio a Gaza.
Nonostante la palese collaborazione, questi accordi, già portati alla luce dalle Intifade studentesche, vengono tenuti nascosti. Un’inchiesta di Altreconomia ha provato a svelare quanti sono e con chi sono stipulati concentrandosi su alcuni Atenei italiani: dal Politecnico di Torino non ha ottenuto risposta.
L’attuale situazione di precarizzazione ed espulsione e il ricatto occupazionale posto da ricerche dual use o militari vanno denunciati e rifiutati.
𝗡𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟮𝟰 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 L𝘂𝗰𝗮 𝗥𝗼𝗻𝗱𝗶 (𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮, 𝗽𝗲𝗻𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗲 𝗿𝗲𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗴𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗔𝗟𝗧𝗥𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗔) e 𝗝𝘂𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘀 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻 (𝗣𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗗𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗜𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗘𝗖𝗡𝗜𝗖𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢).
𝗛𝟭𝟴
𝗔𝘂𝗹𝗮 𝗦𝟯, 𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗗𝘂𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗯𝗿𝘂𝘇𝘇𝗶







