Referendum Giustizia – 10 buone ragioni per dire NO
La riforma della giustizia non assicura più l’equilibrio fra i poteri dello stato e mette a rischio il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il comitato “Giusto Dire No” promuove la vittoria del no al referendum che chiamerà gli italiani a confermare la riforma della giustizia. Unisciti a noi e aiutaci a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi derivanti dalla riforma e sull’importanza di preservare l’attuale sistema di garanzie.
È Enrico Grosso il presidente onorario del comitato ‘Giusto dire No’. Costituzionalista e avvocato penalista, non un magistrato, è nipote dell’ex sindaco di Torino Giuseppe Grosso e allievo di Gustavo Zagrebelsky. Il padre, Carlo Federico Grosso, è stato protagonista di processi di primo piano nella storia nazionale, dalla strage di Bologna a quella sul rapido 904 e al crack di Parmalat.
Discendente di una famiglia che ha fatto dello studio del diritto la sua vocazione, è deciso ad aprire un confronto a tutti i livelli. “Gli interlocutori sono tutti egualmente degni di essere coinvolti, compresa la premier Meloni e l’esecutivo, ma bisognerebbe però cominciare a far sì che del dibattito sulle riforme si riappropriassero i cittadini“, ha spiegato ieri, presentandosi nella sede dell’Anm in Cassazione a Roma.
Di fianco a Grosso, Antonio Diella: è l’altro leader del comitato, presidente della prima sezione penale del tribunale di Foggia.
“Il nostro non è il comitato dei magistrati, ma è di tutti – ha detto – docenti universitari, avvocati o qualsiasi altro cittadino. Non rappresenta una casta né una corporazione e non possono farne parte persone che hanno, oppure hanno avuto, incarichi di natura politica. Vogliamo soltanto spiegare che questa riforma non accorcia i tempi dei processi, ma colpisce i diritti dei cittadini“.









