Parco Dora tra sponsor e istituzioni, di Ezio Boero
Riportata da numerosi organi di stampa, si è tenuta il 21 maggio, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni comunali, l’inaugurazione dell’ “intervento di riqualificazione” del verde pubblico del lotto Vitali del Parco Dora di Torino, sponsorizzato per 3 anni dal Kappa Futur Festival (KFF), il concerto di musica elettronica che si svolge da alcuni anni nel Parco.
Francesco Tresso (Assessore comunale al Verde pubblico, contestato da attivi comitati di cittadini in questi mesi per i progetti di abbattimento dell’alberata di corso Belgio e di variazioni di d’utilizzo di parte del parco del Meisino) ha dichiarato: “L’intervento ha un’importanza molto significativa per la città di Torino perché recupera un’area che ha avuto una sua storia, una sua tradizione industriale, e oggi rinnova la sua fruizione in una maniera diversa”. In realtà, non si tratta oggi di un recupero di un’area così degradata come potrebbe apparire dalle dichiarazioni assessorili ma del miglioramento dell’accessibilità di alcune aree (che i progettisti iniziali del Parco, inaugurato in gran parte nel 2011, non avevano appieno considerato in merito ad alcune difficoltà di frequentazione da parte di tutti) e del ripristino di un roseto (che si presume fosse stato abbandonato dal Verde Pubblico, a causa della sua difficile manutenzione, cosa che accadrà anche nel futuro). Nell’odierna “inaugurazione”, una distribuzione di gadget ai presenti è stata accompagnata dai ringraziamenti dell’organizzatore del KFF all’amministrazione cittadina “per il coraggio e per la collaborazione che condividono con Movement Entertainment” (l’associazione privata che organizza il KFF). La stessa persona ha sottolineato che prima e dopo di ogni di “uno dei festival di musica elettronica più grandi al mondo, sono effettuati lavori di cura del verde, come lo sfalcio del manto erboso, la semina e la concimazione, la potatura delle siepi e il riempimento delle buche. Inoltre, è eseguita una meticolosa pulizia e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati, garantendo un ambiente pulito e accogliente”. Tanto da poter vantare che il KFF “non è solo un evento musicale, ma anche un’opportunità per promuovere la sostenibilità e la cura dell’ambiente. Da sempre attento a questi temi, il festival rappresenta un punto di riferimento per l’intrattenimento responsabile e rispettoso dell’ecosistema urbano“. Che lo sia, o che possa esserlo, così rispettoso dell’ecosistema, un evento che raggiungerà le 100.000 presenze e che occuperà il parco per quasi un mese, tra montaggio e smontaggio delle strutture e rappezzamenti vari dell’area che, non dimentichiamolo è un parco, si potrà per l’ennesima volta verificarlo concretamente al termine del concerto, quando avverrà la liberazione della grande area del parco cintata per il concerto e preclusa ai cittadini, che se ne vedono per giorni e giorni sottrarre una zona sempre maggiore.

Ormai dato dai più per risolto, persiste pure l’impatto sonoro del concerto negli ormai tre giorni del concerto e nelle ore precedenti dedicate alle prove; impatto che, seppur ridimensionato rispetto ai primi anni, è comunque inevitabilmente presente nelle case circostanti, per il tipo di musica. E, non da dimenticare, fortemente disturbante per la coraggiosa avifauna presente nel Parco (come e ben di più dei botti di Capodanno).
Altre dichiarazioni dello stesso organizzatore del KFF hanno lasciato intendere un allargamento del suo impegno alle vicinanze, a favore dell’ex Stazione Dora della ferrovia per Ceres, stazione ora dismessa e abbandonata. Questi ha auspicato che essa “non si trasformi in centro di abbandono, ma che venga presidiata assegnandola ad associazioni virtuose e con bilanci trasparenti” e ha dichiarato la sua disponibilità “ad aiutare chi se ne prenderà cura”, dicendosi favorevole alla sua destinazione (senz’altro utile, precisiamo) a “casa delle associazioni”, come proposto da vari comitati e gruppi di cittadini della zona. “Aiuti” alla vaticinata destinazione dell’ex stazione a luogo pubblico che potrebbero rappresentare un rischio, aggiungiamo, di perdita dell’essenziale autonomia, da tutti i poteri, dei comitati di cittadini. Alcuni dei quali già presenti in occasione della presentazione sul campo delle progressive sponsorizzazioni del Parco Dora da parte dell’organizzatore del KFF.
Una persona non abbagliata dalle indubbie capacità relazionali del KFF, e dotata del suddetto “coraggio”, quello, aggiungiamo, di non lasciarsi così condizionare dal profitto privato, si potrebbe chiedere quando (sempre meno probabile l’ipotesi “se”) a poco a poco s’invererà il sogno dell’organizzatore e di alcuni rappresentanti istituzionali, quelli che presentano delibere in tal senso o le sostengono in quello che è assai difficile definire “dibattito” nel Consiglio comunale. Cioè, il sogno di trasformare il Parco Dora in un area gestita da un Comitato pubblico-privato che ne gestisca le attività, indirizzando e sostanzialmente privatizzandone momenti e luoghi della sua frequentazione.
Di esempi simili ne sono presenti in Francia, cosa talvolta ricordata nei “dibattiti” in Comune. Esempi in cui, però, non è difficile riscontrare che la mano pubblica la faccia da padrona, e condizioni le attività private, non viceversa.
Fonti: – Roseto di Parco Dora, nuova vita grazie al Kappa FuturFestival, Ansa, 21.5.2024 – Kappa FuturFestival: Movement Entertainment ha donato il nuovo Roseto di Parco Dora, palcoscenico del “grande festival delle nazioni”, Mentelocale Torino, 21.5.2024 – Riqualificazione del roseto di Parco Dora: un’oasi urbana a Torino, Moleventiquattro, 28.5.2024 – Parco Dora, il roseto riqualificato aspettando il Kappa Futur Festival, Corriere Video, 24.5.2024 – Il Kappa FuturFestival scende in campo per la Stazione Dora: “Disponibili ad aiutare chi se ne prenderà cura”, Torinoggi, 25.5.2024








