La Musica gastronomica – un ricordo di Fausto Amodei in via Trivero
L’incontro per ricordare Fausto Amodei, avvenuto il giorno 29 novembre in via Trivero 16 nella sede di Volere la Luna, è iniziato con le parole di Emilio Jona
.. sono involontariamente la memoria storica di questa vicenda sono l’unico sopravvissuto ad un’esperienza culturale degli anni 58 62 che ha segnato in una certa misura la storia della Popolare Music, del canto in generale e del canto popolare in particolare ….
Ho avuto una lunga amicizia, intermittente ma lunga, 65 anni con Fausto, e parlare oggi di lui, vuol dire rievocare un mio passato, relativamente felice perché questa avventura è stata si un’avventura politica culturale, ma una avventura gioiosa, perché noi ci siamo molto divertiti. Eravamo molto scherzosi, molti allegri, sono stati degli anni interessanti e molto più sereni di quello che stiamo vivendo oggi.
Fausto è stato uno dei personaggi rappresentativi della cultura di Cantacronache, perché aveva tutte le tre caratteristiche: quella di essere uno scrittore di testi di canzoni, un autore di musica e un realizzatore, un cantautore.
Lui è proprio la figura che anticipa quelli che saranno poi i cantautori italiani, Guccini, De André ecc..
Per capire è necessario vedere storicamente cos’erano quegli anni, che cosa avveniva in Italia e nel mondo
prende il potere De Gaulle
muore PIO XII
viene eletto Papa Giovanni XXIII
a Cuba vince la rivoluzione di Fidel
si avvia quel processo di distensione internazionale che comincia a incrinare gli aspetti negativi e critici della guerra della guerra fredda
comincia il boom economico
inizia l’esodo dalle campagne, questa gigantesca immigrazione dal sud verso il nord
il 58 è anche un anno chiave nella storia della musica popolare della musica in generale italiana Perché in quell’anno si affaccia la televisione e spazza via la vecchia guardia della canzone all’italiana per imporre personaggi come erano Dallara, come Celentano e appare Modugno, i primi esponenti della scuola genovese: Bindi, Paoli e così che a Torino nasce Cantacronache…..
Io ero il più teorico del gruppo, di forti letture adorniane, per esempio l’idea di alcuni slogan erano di mia invenzione
La Musica gastronomica,
la Musica usa e getta,
Evadere dall’evasione…
Poi Carlo Pestelli ha cantato in piemontese una canzone di Brassen Marcia di nozze dedicandola a Gabriella la moglie di Fausto, perché questa è stata la canzone che ha principiato il funerale di Fausto
Poi Franco Castelli ha letto l’autoritratto di Fausto Amodei, comparso sul primo numero del nuovo Canzoniere italiano, una rivista uscita nel luglio del 1962, a Milano, un autoritratto che dà tutta la misura dell’intelligenza acuta e dell’ironia straordinaria di Fausto.
Ha ricordato il film spagnolo, “un Pueblo che canta no muere”, che racconta l’esperienza di 7 ragazzi torinesi ventenni che sfidano la dittatura franchista, l’avventura spagnola clandestina del gruppo di Cantacronache,
La serata unica e favolosa, ha visto una grandissima affluenza di pubblico, un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato.








