Il territorio pinerolese ed il rapporto con le guerre di Piero Baral
______30/08/2025___________tuttoscorre/: bignami-fine serie
– il territorio pinerolese ed il rapporto con le guerre (di un passato di cui ‘parlano’ strade e piazze). – I moti europei del 1831 e 1848 e la crescita del movimento socialista non impedirono le discutibili guerre di ‘indipendenza’ sabaude- scorciatoie per fare l’unità ‘italiana’ con le armi e l’aiuto di paesi oltralpe e non con la via lenta del suffragio- ( ricordandole si tramanda un canto posteriore che dice “voi chiamate il campo d’onore questa guerra al di là dei confini”):– vedi i contrasti politici, risolti per decisione del re, cioè per colpo di stato, sulla opportunità della guerra mondiale. https://it.wikipedia.org/wiki/Risorgimento
Dal 1935 poi si svolsero “Otto anni di guerre ininterrotte. In Etiopia, un fragile impero presto perduto. La guerra civile spagnola. Sulle Alpi contro la Francia. Contro la Grecia, un fallimento. Contro gli inglesi nel Mediterraneo e in Africa settentrionale, con alterne vicende. La dura occupazione dei Balcani da Lubiana all’Egeo. Guerra anche in Russia, fino al Don. Tutte guerre di espansione, alla ricerca del principale obiettivo della dittatura di Mussolini . “Fino alla catastrofe della seconda guerra mondiale” Le guerre italiane. 19351943 -Rochat Giorgio, Einaudi- quarta di copertina.
Degli 8 anni di guerre volute dall’imperialismo fascista si tirano le somme con l’8 settembre 1943, con l’armistizio, ma non è finita. I reduci, di varie zone di guerra, uniti a ragazzi e ragazzini (maschi e femmine) da allora combattono il nazifascismo in gran parte dell’Italia, per 3 anni, in una variegata e terribile guerriglia, in una Resistenza quasi disarmata (ma, con l’aiuto crescente della nonviolenza popolare– capace di sabotaggi, non collaborazione, protezione degli ebrei, rifiuto di portare all’ammasso i prodotti, assistenza logistica ai partigiani); – poco chiaro fu certamente l’epilogo nel 1945 della dittatura fascista – i cui sostenitori sopravvivono ancora a vari livelli (più di metà dei votanti si schierò 80 anni fa col re e oggi metà dei votanti si affida alle destre – in parte per niente pentite del proprio passato). Una storia di partigiano
In seguito e per 50 anni la ‘democrazia’ della DC gestirà e curerà lo stato ‘vetrina’– che a ‘godeva’ della rendita di posizione di confinare a Est con la cortina di ferro e a Sud coi paesi del Mediterraneo. Una svolta degli Anni 90- è ancora attuale: scoppia ‘tangentopoli’ e si ridipinge la pelle del leopardo…per i maggiori partiti. Confermato il povero primato dello stivale: a oggi sono più di 60 i governi che si sono alternati dal dopoguerra. Cresce la disaffezione per questa democrazia, alimentata con un odio-amore dalla sequenza di bombe fasciste e dall’altro lato dalla violenza dei gruppi dell’estrema sinistra Dopo il 25 aprile e le feste e i balli per la Liberazione (in Albania invece il 28-29 novembre), l’amnistia e il dibattito per la Costituzione, si era assistito alla progressiva riduzione della presenza militare, in riorganizzazione all’interno della Nato ; da Pinerolo e dintorni se ne andrà il Genio e poi la Cavalleria e la Scuola Veterinaria.
Da un lato gli interventi repressivi sono prudenti o minimali– vedi l’esito delle 200 denunce cumulate -a operai e studenti; certo ci sono minimi casi conosciuti di adesione alla lotta armata, ma la diffusa rabbia si manifesta in forme pacifiche o graffiti… e brevi blocchi stradali; questo territorio è sostanzialmente nonviolento; -si ricordano dall’altro lato – ci sono foto al museo?- le storiche cariche della cavalleria a Luserna durante lo sciopero del 1906 ,una operaia morta in circostanze poco chiare ; Torino (1917) sempre cavalleria contro le operaie (carica fermata da una donna che espone alla truppa il seno nudo provocando il dietro front) ;sempre a Torino-dove un gruppo di cavalieri di ritorno dalla Francia, già prigionieri, sfugge ai propri ex alleati e si libera dei nazisti in quella che sarà ‘l’ultima carica’ cittadina, aiutato da abitanti del quartiere.) Il padronato invece non ha pudori e licenzia negli anni in Italia una massa di mezzo milione di militanti di sinistra e operai combattivi- già spiati da forze dell’ordine, parrocchie e sindacati gialli- alla faccia di varie aperture delle imprese ai partigiani durante la Resistenza; perde via via peso tutta la struttura industriale storica locale ( un tempo altamente qualificata) – cresce, trainato dai dollari del piano Marshall, il processo di unità europea, che accompagna l’effimero boom economico, tuttora basato sulla piccola impresa (quella a partecipazione statale viene liquidata, l’Italia è in vendita, i salari si fermano a 30 anni fa.. L’associazionismo laico o militare- specie ANA – pratica varie forme di volontariato volte al sociale o alla custodia del territorio- ma sovente finisce col sostituirsi a compiti dello stato sociale. Questo, sostenuto e creato con le lotte, si rivelerà nel tempo terreno di conquista da parte del settore sanitario privato. Emerge la scarsa fiducia nelle lotte e nella riduzione degli orari di lavoro. Chi si contenta…ma si contano in più di 20mila gli addetti mancanti alla sanità.
-La fine (?) in modo nonviolento e per implosione – inizio 1990- del sistema sovietico- richiede però un nuovo equilibrio, economico, politico, sociale e religioso. – Ricordiamo le rivolte operaie all’Est negli anni precedenti, ricordiamo la nascita tempestiva della marcia umbra per la pace. Anche pinerolesi da tempo portano avanti la pratica evangelica dell’obiezione di coscienza antimilitarista o fiscale ( con Aldo Ferrero dal 1969 la nonviolenza e l’obiezione vengono vissute come ‘occasione di predicazione’); – cresce la presenza nelle caserme pinerolesi, intorno agli anni ’70, dei Proletari in Divisa (PID – movimento politico represso ma non battuto- voluto dalla sinistra extraparlamentare ma non dal PCI); -importante ma a volte non localmente compreso, il ruolo del Centro Ecumenico di Agape nel dialogo interreligioso e politico dei giovani, con un respiro internazionale per la pace dagli anni ‘50, fino a arrivare alle problematiche di genere, ecologiche, delle migrazioni; – così la presenza breve, ma incisiva, di un centinaio di studenti che fondano il Movimento Studenti Cattolici a Pinerolo, la cui radicalità post conciliare anticipò il ’68 torinese e costrinse all’azzeramento dell’Azione Cattolica Diocesana. Nel Movimento si frequentano e conoscono e fanno amicizia ragazzi e ragazze, si occupano del problema della casa, fanno doposcuola aiutando piccoli e grandi a inserirsi in città. Nella penisola sono anni di scioperi, alti e bassi, cortei, servizi segreti, bombe fasciste, pullulare di lotta armata di sinistra, parabole sindacali, illusioni elettorali… pentiti.
– Intanto si raggiungono altre tappe della ‘razionalizzazione’ dell’esercito e del suo maggior rispetto della Costituzione (nelle intenzioni): il riconoscimento dell’obiezione e poi del servizio civile, la trasformazione nel tempo della leva militare in servizio volontario; infine l’arruolamento delle donne ( che riduce i soprusi del nonnismo) e il percorso tortuoso delle missioni ‘umanitarie’, ora ci si prepara all’esercito europeo stanziando fior di miliardi. Le associazioni pacifiste si concentrano per un percorso di atti di pace, contro il riarmo che sarebbe pagato coi tagli al sociale dalla povera gente, già carne da cannone e costretta a uccidere i fratelli. Mentre varie nazioni si cimentano nel compito di contrastare ipocritamente una trentina di guerre all’anno, sono arrivati gli tsunami delle guerre impari con Russia e Israele, con grandi affari per armi e ricerca militare, morti e atrocità, fra balletti mediatori di vari governi . Dove sono ONU e simili? Chi sono, a cosa mirano i sultani miliardari tecnologici del web? Dunque cosa fare? quale azione contro le guerre e per la pace QUI E ORA: piccole cose, come continuare la consolidata pratica nonviolenta (scioperi, giornali, volantini, ta ze bao, manifestazioni, autoriduzioni ecc. nella ricerca dell’unità possibile di associazioni, sindacati e partiti). Sia nella ricerca in prima persona di atti di pace. Invece di esibire bandiere, divise e medaglie e suonare ‘il silenzio’, ricordiamo le parole di Francesco: “fate rumore” ! Il pinerolese si è impoverito nel corso degli ultimi 30 anni, sia nel settore produttivo che nel pubblico, negli ospedali, nei treni, nella vivibilità in città, nella democrazia di quartiere, nei servizi necessari a anziani, invalidi, donne… (sembra che ci si concentri sui giovani e lo sport – militare e no-). Si incita allo sport rischioso in tutti i campi: con chi si vuole competere? Con chi si vuole cooperare? Chi ci guadagna? Si comincia a parlare di tramonto per le terre alte, sempre più marginali. Veniamo da una lunga storia. Uniti si vince. Questa la strada tracciata lentamente dai nostri padri e dalle nostre madri. Disarmare e non produrre merci inutili e dannose!! Contro chi rottama regioni e popolazioni, lavora e produci di meno!








