Il diritto a manifestare il nostro dolore, la nostra rabbia e il nostro supporto per chi resiste alla furia genocida in Palestina, a manifestare il nostro dissenso nei confronti delle istituzioni che supportano mediaticamente, economicamente e militarmente questo genocidio è un diritto costituzionale.
Per questo ribadiamo l’invito a tutta la cittadinanza ad unirsi alla fiaccolata: non usciamo in piazza soltanto per la Palestina e il Libano ma per i nostri stessi diritti calpestati da censura, intimidazioni istituzionali e repressioni violente.
Questa fiaccolata nasce da una duplice necessità: commemorare i civili uccisi e collocare gli eventi in un contesto più ampio, all’interno del quale il diritto a resistere dei popoli palestinese e libanese deve essere tutelato e non sepolto strumentalmente sotto vuoti slogan di “diritto alla difesa” e “attacchi preventivi”. Questa propaganda non trova riscontro nella realtà storica né nel diritto internazionale. Rifiutiamo le etichette che ci vogliono criminalizzare”.






