Torino è sempre meno verde
Fabio Balocco
Mercoledì 24 settembre il Comitato Salviamo gli Alberi di Corso Belgio eserciterà il diritto di tribuna in
merito alla petizione in nove punti presentata al Consiglio comunale con 1004 firme lo scorso 3 giugno.
La petizione al Sindaco e a tre assessori che conteneva i tre punti principali, consegnata un anno fa, non
aveva avuto risposta. Non è la prima volta del resto che la giunta subalpina dimostra di ritenere
irritante/urticante la partecipazione democratica. Ricordiamo in proposito il rigetto del referendum
consultivo in merito alla costruzione dell’ospedale nel Parco della Pellerina.
Le istanze principali sono le seguenti. Prima di procedere ad altri interventi sull’alberata di corso
Belgio, se ne ripristini il 33% (almeno 120 alberi), che è stato abbattuto e non sostituito negli ultimi 20
anni causando la riduzione proporzionale dei servizi ecosistemici e ledendo il diritto alla salute degli abitanti
della zona e di tutti i cittadini torinesi. Si coinvolga la cittadinanza, attraverso il Comitato Salviamo gli
Alberi di corso Belgio, in tutte le decisioni riguardanti l’alberata, sin dalle prime fasi progettuali, nonché
nella valutazione collegiale dello stato di salute degli alberi, cui partecipi un tecnico indicato dal Comitato.
Nella cinta comunale si abbattano soltanto alberi a effettivo rischio di crollo se situati in zone dove la
caduta può essere pericolosa, oppure affetti da malattie contagiose, salvaguardando tutti gli altri il più a
lungo possibile.
Il diritto di tribuna assume una particolare importanza in questo periodo non solo per l’arteria di corso
Belgio, ma per l’intera politica del verde del Comune di Torino, che si scontra con le esigenze e la salute dei
suoi cittadini. Un Comune che si vanta di avere la città italiana più ricca di verde pubblico e di aver
provveduto a mettere a dimora in questi anni migliaia di nuovi alberi, ma la cui narrazione contrasta con altri
dati e altre considerazioni. Potremmo innanzitutto ricordare che la giunta ha segato metà dell’alberata di
Corso Umbria senza fornire alcuna spiegazione in merito. Al posto di alberi sani e maturi, alberelli,
causando un danno secco alla popolazione, posto che la differenza tra un alberello di vivaio e una quercia
adulta di 80 anni è di tremila a uno in termini di benefici ecosistemici. Senza contare che il taglio ha
comportato un aumento della temperatura media stagionale pari a 2°C lungo l’arteria cittadina. Potremmo
poi passare a quel luogo dove c’era uno dei rari esempi di Natura selvaggia, e cioè al Parco del Meisino,
e lì il Comune ha pensato bene di calarci un Centro di Educazione Sportiva e Ambientale (pensa un
po’…), abbattendo centinaia di alberi e provocando un grave danno all’habitat. Del resto, anche al Prinz
Eugen voleva azzerare il bosco spontaneo per creare un giardino all’inglese. In più l’amministrazione si
ostina a voler arrecare un danno irreparabile al Parco della Pellerina (di cui sopra) per calarci il nuovo
ospedale Maria Vittoria, nonché al Giardino Artiglieri di Montagna per calarci un supermercato
Esselunga.
Inoltre, laddove il Comune parla di nuove piantumazioni, sarebbe interessante che integrasse l’affermazione
anche riferendo come le piantumazioni sono state effettuate e come si sono curati i nuovi acquisti.
Questo per dire che hai un bel piantumare degli alberelli, ma se li metti a dimora a distanze irrisorie e in più
non provvedi a bagnarli, hai ben poche speranze che crescano e che crescano sani. Smascherare il Comune
in campo ambientale assomiglia tanto a rubare le caramelle ai bambini. Per fortuna, a fronte di
un’amministrazione arrogante, autoritaria e anche menzognera, i cittadini si coalizzano in difesa dei loro
diritti e dei diritti della collettività intera. Il Coordinamento Resistenza Verde di Torino è la rappresentazione
di questo fenomeno. Il Comitato Salviamo di Alberi di Corso Belgio ne fa parte e il prossimo diritto di
tribuna è un ulteriore passo sulla strada del cambiamento che la città reale pretende.
Da segnalare che in questi stessi giorni a Milano (altra città che si vanta di essere verde e il verde lo
elimina) i Comitati della Città Metropolitana di Milano, insieme a San Siro Città Pubblica, Centro Sociale
Cantiere, CIO – Comitato Insostenibili Olimpiadi e numerose altre realtà della cittadinanza attiva e di
opposizione, organizzano anche quest’anno una manifestazione di quattro giorni in concomitanza con la
Green Week del Comune di Milano. Giunta alla terza edizione, l’iniziativa dal titolo significativo “Fake
Week / Babele Milano” intende offrire alla cittadinanza un punto di vista alternativo rispetto alla narrativa
istituzionale.







