Vuoti a rendere: una campagna per il diritto all’abitare.
Quando in una città troppe persone sono senza casa e troppe case sono senza persone, l’ingiustizia di quella città non è sopportabile. A Torino gli affitti crescono e le speculazioni avanzano e mancano gli alloggi per le troppe famiglie sotto sfratto e in emergenza abitativa. Le abitazioni scarseggiano anche per chi è ai margini del disagio abitativo e per la fascia grigia che fatica a trovare casa nel mercato degli affitti: famiglie, giovani, migranti, precari, studenti, poveri, stranieri anche regolari (il 70% delle agenzie immobiliari torinesi dichiara di non trattate contratti per migranti, stranieri e persone di colore).
Eppure, nella nostra città il numero di edifici e abitazioni – private o pubbliche – non utilizzati, perché tenuti volutamente vuoti o perché in stato di non uso e di abbandono da anni, è di proporzioni decisamente rilevanti: stime diverse oscillano fra i 30.000 e i 50.000 alloggi sfitti; in base a dati Istat 2019, il 18% delle abitazioni censite sul territorio della Città di Torino sarebbe non occupato (e il trend è in crescita). Ma i numeri sono vaghi, perché nessuno si è mai preoccupato di censire il fenomeno in maniera seria.
Proprio per questo, la proposta di delibera di iniziativa popolare “Vuoti a rendere”, che decine di associazioni torinesi stanno portando avanti con una raccolta di firme che verrà presentata al Consiglio Comunale, parte proprio dalla richiesta al Consiglio di effettuare un censimento dello sfitto a Torino, privato e pubblico, puntando sulle proprietà con più di cinque unità immobiliari, per focalizzarsi sulla medio-grande proprietà. Il censimento deve essere solo il primo passo di un processo che, individuate le dimensioni e le caratteristiche del fenomeno, punti a restituire alla città questo patrimonio inutilizzato e speculativo, introducendo nuove tutele per il diritto alla casa, aumentando il numero di alloggi disponibili, creando meccanismi che consentano di abbassare i canoni, rilanciando l’agenzia sociale per la locazione Lo.C.A.Re., oggi praticamente inefficace, per rendere disponibili case fuori dalla logica di mercato.
Così nasce “Vuoti a rendere”, delibera di iniziativa popolare per creare strumenti per gestire in modo innovativo lo stato di abbandono di queste case: la raccolta firme, partita a febbraio, è durata quattro mesi.
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Hanno già aderito alla campagna a Torino: Arteria, Comunet Officine Corsare, ARCI Torino, Volere La Luna, Fondazione di Comunità di Porta Palazzo, ASGI Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, UDU Torino, Giovani Democratici Torino, Alter.Polis, Unione Giovani di Sinistra Torino, Comitato Acqua Pubblica, ACMOS, Almaterra, Spi CGIL lega 6, CoAbitare aps, Attac Torino, Casa del Quartiere Cecchi Point, Associazione Frantz Fanon, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta APS, Legambiente L’Aquilone, Legambiente Molecola APS, Legambiente greenTO APS, Legambiente Metropolitano APS, Cicsene, Giustizia Climatica Ora, Gruppo Abele, Fridays For Future Torino, Educadora, Community Organizing









