RISAIE E MONDINE: realtà e rappresentazione
La rassegna qui esposta esemplifica la pittura diffusa sul territorio novarese tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento, uno dei momenti più vivaci ed espressivamente alti che hanno caratterizzato l’arte e la cultura di queste terre. Le opere trovano unificazione concettuale nel soggetto, le mondine, lavoratrici scomparse con la meccanizzazione delle campagne e oggi divenute testimonial visivi dell’intera pianura piemontese. Donne forti, resistenti, con una storia di lotta sociale e politica ben tracciata che, nonostante la fatica e le pessime condizioni di lavoro, non erano riuscite a seppellire completamente sotto gli abiti sformati e i larghi cappelli di paglia la propria femminilità e l’innata armonia della loro gestualità dai ritmi collettivi. Elementi che, unitamente ad una attenta osservazione del reale, sono stati anche il punto di partenza dei dipinti e dei disegni di Italo Calvari (1906 – 1972), Edmondo Poletti (1908- 1979), Enrico Settimo (1912 – 1988), Celestino Borotti (1913 – 1977), Edoardo Torre (1930 – 2020), Vittorio Alfieri (1938) realizzati utilizzando linguaggi figurativi personali molto diversificati, derivati da percorsi di ricerca approfonditi, da continui confronti con le esperienze milanesi e da precoci incursioni nell’arte europea.
Emiliana Mongiat
di seguito gli autori:
Antonio Alfieri
nato a Roma nel1938 si diploma all’accademia di Brera Milano e frequenta la scuola d’arte di Modena. Vive e lavora a Novara, ove è stato docente al liceo artistico statale punto di tendenza metafisico- surrealista, ha partecipato a importanti mostre collettive ad Arona, Camaldoli, Torre Pellice, Barcellona, Washington.
Celestino Borotti
nato a Novara nel 1913, ha vissuto e lavorato a Parigi, ha rappresentato la pittura italiana in Russia, con altri 50 artisti, ed è ritornato sui luoghi d’origine per fermarsi ad Orta San Giulio, ove muore nel 1977. Giorni e giorni di meditazione, a volte mesi, per ultimare un quadro, con esasperata attenzione capillare ai temi delle sue figurazioni, traducono la conquista lenta dell’immagine fedelissima in un clima metafisico, per divenire trasfigurazioni affioranti di splendore pittorico. Il disegno diligente sembra imporre i limiti di un rigore lineare che appare luminosa impalcatura del colore, steso come seta a suggerire variazioni fantastiche.
Italo Calvari
nato nel 1906 in provincia di Lecce, si trasferisce giovanissimo a Torino dove frequenta il liceo classico. Autodidatta, matura un proprio stile e si affina nella tecnica, stimolato da alcuni amici pittori. Dirige a Novara una galleria d’arte moderna, partecipa a numerose collettive, allestisce personali nelle principali città italiane punto dice di sé: io ho sempre respinto la possibilità di un inserimento nella schiera dei pittori di avanguardia virgola in quanto anche le avanguardie sono passate di moda. Per questo ritengo di non essermi disperso in ricerche e strumentali, riproponendo dopo un periodo evasivo un ritorno all’espressione mediante un più consapevole rapporto con i temi centrali della civiltà moderna e quelli indistruttibili del destino umano. Muore a Novara nel 1972.
Edoardo Torre
nato a Genova, il 20/09/1930, autodidatta, vive e lavora a Novara. Scrittore e pittore di tendenza figurativa, ha realizzato mostre personali: Casa di Dante (FI), La Canonica (No), Galleria Metropolis Ginevra, Saletta Albertina (NO) e ha partecipato a mostre collettive: Novara, Biella, Torino, Chiavari, La Spezia, Genova.
Edmondo Poletti
nato a Novara, nel 1908, muore a Ghemme nel 1979. Dopo gli studi a Brera, inaugura il suo primo Atelier in una-soffitta, il suo studio diventerà un centro conviviale, di frequentazione e incontri dei più noti pittori, letterati e musicisti novaresi. Sperimenta varie tecniche tradizionali sino all’invenzione di nuovi materiali. Scrive un saggio sulla funzionalità della forma. Dice: credo che a un pittore non basti una vita ben spesa per riuscire con soddisfazione a raggiungere la soddisfazione di una linea più o meno curva. L’espressionismo neocubista è il polo a cui più facilmente si può avvicinare questo artista, peraltro difficilmente incasellabile, che accende sul reale, attraverso la forma della fantasia, una luce soprattutto: quella dell’angoscia.
Enrico Settimo
nato Novara nel 1912, dove muore nel 1988, sviluppa straordinarie capacità di trascrizione grafica espressiva della realtà, con il grande respiro di una valida composizione cromatica. Della razza dei grandi “Peintres de la vie moderne”, su un una base culturale affine a quella della scuola romana, da Cagli ad Afro a Guttuso, matura una crescita costante da disegnatore a pittore.
Elena Beatrice
è regista/autrice e illustratrice. Ha realizzato diversi film brevi e documentari che hanno viaggiato in molti festival. Nella sua ricerca artistica indaga spesso l’animo umano concentrandosi su incomunicabilità, dinamiche relazionali e ricerca dell’identità. Come illustratrice lavora su commissione e porta avanti progetti legati al carnet de voyage e al diario illustrato come spazio di sperimentazione, di cura e di relazione con il mondo.









